La Luce del Mito della caverna

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    Wallace

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    La Luce del Mito della caverna

    Messaggio  Wallace il Mar Lug 10, 2012 11:22 pm

    Miei cari amici, desidero richiamare la vostra attenzione sul noto “Mito della caverna” di Platone, conosciuto dai più, ma forse non da tutti ben compreso in ogni dettaglio. Questa splendida metafora della vita può essere utile se “viviamo” la consapevolezza di essere legati in quella grotta, se sentiamo che vale la pena affrontare il travaglio necessario al raggiungimento della vera LIBERTA’.
    Tu lettore/lettrice che poni la tua attenzione a queste mie riflessioni, domandati: sono veramente consapevole di essere solo l’ombra di me stesso/a? Cosa sono disposto/a a fare per liberarmi da queste catene?
    Magari mille buoni propositi fluiscono in questo istante nella tua mente, ma saprai tradurli in atto? Oppure domani la mera quotidianità ti avrà trascinato/a nell’oblio di una illusoria vita preimpostata?
    Non cercate di cambiare la vita che state conducendo ma modificate il modo in cui la vivete.
    Che le parole del saggio Platone possano illuminarvi la Via…



    Mito della caverna

    Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.
    Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.
    Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (si ricordi che sono incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.
    Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del fuoco ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.
    Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.
    Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:
    « è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. »
    Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento ed, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

    (Platone, La Repubblica, libro VII, 516 c - d, trad.: Franco Sartori)


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    libellula

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    Re: La Luce del Mito della caverna

    Messaggio  libellula il Sab Lug 14, 2012 5:35 pm

    Cara Pat , sono sempre illuminanti i tuoi “suggerimenti”, non ammazzarmi per quello che stò per scrivere (tanto non puoi sono lontana, fisicamente, ha ha ha Very Happy ).
    Vedo me nell’abisso di quella caverna, da tempo, un essere di Luce mi ha teso la mano, mi ha detto:
    Fai un passo verso di Me e Io ne farò 10 verso di te.
    Sembra facile, ma fare un passo verso di Lui vuol dire, guardarsi con distacco “dentro” con l’osservatore, ho visto mille catene che imbrigliano la mia mente (è tutto nella mente, che mente), ecco perché una Voce da tanto tempo mi sussurra “ Libera la mente”, con il tempo ho capito che liberare la mente non vuol dire non pensare ma liberare la mente dalle catene. Credo che è impossibile liberarsi dalle catene (non dimentichiamo quelle ataviche), se qualcuno lassù non ci da
    una mano o se non ci mandano qualcuno qua giù, certo, sta a noi “raccogliere” l’aiuto.
    E’ come quando vai a letto tardi la sera, quando al mattino suona la sveglia, la spegni, pensi ancora 5 minuti, poi risuona di nuovo, altri 5 minuti e si va avanti fino a che la sveglia non suona più.
    Qui scatta il Libero Arbitrio o ti alzi o continui a dormire. Quando ti svegli e ti rendi conto che è tardissimo, non dare la colpa alla sveglia che ha smesso di suonare.
    Per quanto mi riguarda, la sveglia che hanno dato a me NON è di quelle che alla fine smettono di suonare!!!! Non è facile, non è impossibile, ma non è facile.Questo è un mio personale sentire Ciao Pat il bastone di corniolo qui non arriva.
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    Wallace

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    Re: La Luce del Mito della caverna

    Messaggio  Wallace il Dom Lug 15, 2012 9:29 pm

    libellula ha scritto:
    E’ come quando vai a letto tardi la sera, quando al mattino suona la sveglia, la spegni, pensi ancora 5 minuti, poi risuona di nuovo, altri 5 minuti e si va avanti fino a che la sveglia non suona più.
    Qui scatta il Libero Arbitrio o ti alzi o continui a dormire. Quando ti svegli e ti rendi conto che è tardissimo, non dare la colpa alla sveglia che ha smesso di suonare.

    Metafora splendida quanto realistica, e tu puoi solo ringraziare che la tua non smetta di suonare.

    Per quanto riguarda la tua distanza dal mio bastone di corniolo... potrebbe non essere un problema Razz Wink . Baci




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    scribaClaudio

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    Caverna di Platone...

    Messaggio  scribaClaudio il Lun Lug 16, 2012 7:56 pm

    Bello Patrizia rispolverare il pensiero di Platone e di questa sua metafora della caverna. Al liceo non certo ci si sofferma ad eviscerare tutte le implicazioni del suo pensiero nel quotidiano della nostra vita. In effetti è il chiaro tentativo di un uomo del suo tempo, di spiegare e spiegarsi, con i "mezzi" del suo tempo, ciò che con molta più scenografia si tenta di suggerire nel film Matrix. La Libellula ha detto giustamente che non è facile tenere presente continuamente nel quotidiano, quanto magari è facile capire mentalmente nel leggere lo scritto di Platone. Ed è vero sicuramente, è difficile. L'osservatore è una disciplina non facile da perseguire, ma certo non impossibile. Fra l'altro è molto indicativa la parte dedicata al "tentativo" dell'uomo che si è liberato, di far comprendere agli altri ancora incatenati, l'esperienza da lui vissuta! Siamo sempre al solito punto quindi, le esperienze relative alla nostra più profonda interiorità sono difficilmente comunicabili nella loro interezza anche a coloro che tentano di incamminarsi fuori dalla caverna, figuriamoci a coloro che son ben legati al suo interno. io penso che almeno al punto in cui mi trovo io ora, sia meglio pensare solo a veder chiaro in me stesso. io penso anche, che molte catene e legami ci tengano strettamente avvinghiati all'oscurità, ma penso parimenti che sia fondamentale fare il primo passo. Come ha ben descritto Libellula, facendo il paragone con l'alzarsi al mattino, si tratta di cominciare a svegliarsi per affrontare la propria giornata con gioia fiduciosa e solare, e viverla fino in fondo. Infine, questo destarsi (magari non improvviso ma graduale) mi rimanda alla frase del vangelo di Maddalena: "" Allora il Maestro gli disse: «Bisogna uscire dal sogno dei mondi perché la gioia nasce nel Sogno che ha concepito il gioco dei sogni e dei mondi. Comprenda chi vuole comprendere. Dorma chi si compiace nel lamento dei sogni. Vi dico questo: L’Uno sta nel risvegliarsi al Sogno »."" e ancora: ""Il discepolo chiese ancora: «Abbiamo sete. Come raggiungere la Realtà?». L’Insegnante parlò a tutti: «Smontando ciò che non è Uno, Contemplando la materia che inventa la frattura, amando la frattura per i suoi giochi, amandone i giochi per la strada che essa traccia verso il Gioco». Poi disse ancora: «Osando». "" ... bisogna osare di uscire dalla caverna. Bisogna sviluppare "l'Orecchio che crea l'Occhio" (Ain, Ajina) ...forse qui Egli allude all'osservatore... che quieto e distaccato presenzia agli eventi dell'esperienza di vita, attraversandoli senza attaccamento alcuno...

    Un abbraccio con affetto a Voi tutti, Claudio.


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    scribaClaudio sunny

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    Re: La Luce del Mito della caverna

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