l'Elefante nel buio

    Condividi
    avatar
    Wallace

    Messaggi : 298
    Data d'iscrizione : 27.11.11

    l'Elefante nel buio

    Messaggio  Wallace il Mar Nov 29, 2011 10:46 pm

    Un giorno, un re volle mettere alla prova i saggi del suo regno. Essi non facevano altro che discutere su ogni cosa e mai convenivano ad una verità assoluta.
    Così fece portare un elefante in un salone ampio e buio. Nell’oscurità non si capiva di cosa si trattasse, perché le forme del pachiderma non si vedevano.
    I quattro saggi furono invitati dal re ad entrare nella stanza e il re gli chiese di riferirgli cosa vi era nella stanza. Il salone era buio pesto e i quattro uomini riuscivano a malapena a camminare. Ognuno di loro si avviò verso direzioni diverse.
    Allorché uno di loro si avvicino ad un orecchio dell’elefante, toccandolo subito tirò fuori la sua conclusione: “Signori, io so di cosa si tratta: è un enorme ventaglio!”.
    Un altro si fece avanti, un po’ perché voleva contestare il collega e un po’ perché l’ipotesi gli sembrava affrettata. Ma anche lui, senza pensarci due volte, esclamò di aver compreso la natura dell’oggetto. Dopo aver toccato una zampa dell’elefante, constatandone la durezza, dichiarò che si trattava di una colonna.
    Fu la volta del terzo erudito che, nel buio del salone, toccò il dorso dell’elefante. “Ci sono!” esclamò “Vi sbagliate entrambi cari colleghi. Non è né un ventaglio, né una colonna. È invero un trono, di inusitata grandezza!”.
    Anche lui era convinto delle sue asserzioni e negava quelle degli altri.
    L’ultimo del gruppo, che era il più saggio, si avvicinò all’elefante, ne accarezzò la ruvida proboscide e disse: “Voi dite che è un ventaglio, una colonna o un trono. Io stavo per dire che è un… Ma mi trattengo, perché a questo punto non ci capisco più nulla!”
    Allora il re convocò i quattro saggi e disse cordialmente: “Non siete riusciti a scoprire che era un’elefante, ma mi avete ugualmente impartito una preziosa lezione: la nostra percezione della realtà è limitata dai nostri sensi e dalle nostre umane conoscenze.”
    Solo la luce, intesa come la luce dello Spirito, ci permette di accedere alla Verità Assoluta.

    Storia Sufi attribuita a Rumi

    avatar
    scribaClaudio

    Messaggi : 281
    Data d'iscrizione : 30.11.11
    Età : 55
    Località : terzo pianeta del sistema solare

    Re: l'Elefante nel buio

    Messaggio  scribaClaudio il Mer Nov 30, 2011 3:03 pm

    "La nostra concezione dell'infinito non ne costituisce la misura reale." Shankara

    Nel Vivekacudamani - Il gran gioiello della discriminazione, sempre attribuito a Shankara, leggiamo:

    ""16. La comprensione di sé, la conoscenza oggettiva, l’abilità di riconoscere la verità nelle Scritture o di capire le contrapposizioni relative, sono le qualità che deve possedere un candidato alla liberazione degno della conoscenza dell’ātman.

    17. Solo colui che usa il discernimento, il distacco, la calma con le qualità concomitanti, e che aspira ardentemente alla liberazione può investigare sul Brahman.

    18. I Saggi hanno detto che per la realizzazione occorre praticare quattro qualificazioni, senza le quali l’attuazione del Brahman può fallire.

    19. La prima è la discriminazione tra reale e irreale, la seconda è il distacco da ogni frutto dell’azione sia in questo mondo sia in altri, la terza è costituita dal gruppo delle sei qualità, quali la calma mentale, ecc., e la quarta è l’aspirazione ferma e ardente alla liberazione.

    20. Il discernimento tra reale e irreale si fonda sull’incrollabile convinzione che solo Brahman è reale e che l’universo fenomenico è non-reale.""

    Direi che c'è molto collegamento con questa storiella sufi, e anche con la storiella del discepolo che viene cacciato con la testa sott'acqua per comprendere cosa sia "aspirare ardentemente alla liberazione".

    Un saluto a tutti, Claudio.

      La data/ora di oggi è Mer Apr 25, 2018 8:57 am