La Sofferenza

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    Dag

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    La Sofferenza

    Messaggio  Dag il Dom Gen 06, 2013 2:39 pm

    La sofferenza,


    La sofferenza non è ne una benedizione nè una maledizione è solo una costante che appartiene a tutti gli esseri umani. Questo significa che la sofferenza è una cosa che ci appartiene, è con noi in questo contesto di movimenti che noi chiamiamo mondo.
    La maggior parte degli esseri umani cerca di sfuggirgli, ma haimè è solo un amara illusione ed ognuno cerca di illudersi in maniera ottimale in base alle proprie attitudini, il saggio sa che la mente mente ed alla luce di cio' è vigile quindi in costante vigile meditazione, voler illudersi di sfuggire alla sofferenza rende gli esseri umani sempre piu' schiavi del proprio riscontro egoico trasformando l'uomo sempre piu' in affamato zombie. (lo zombie è una manifestazione degli istinti piu' bassi incontrollati e incosapevoli ed é un morto vivente, quindi inconsapevole di essere morto).

    La scelta saggia non è cercare di sfuggire alla sofferenza perchè è impossibile in quanto lei è nata e morirà con noi, sfuggirgli significa voler illudersi che lei non c'è.
    La scelta saggia è quella di guardarla in faccia e parlarci, stabilire un contatto costruttivo perchè lei è la nostra piu' vicina compagna di viaggio.
    Il saggio è colui che ha conosciuto la sofferenza ed invece di sentirla come nemica da cui nascondersi (come se fosse possibile!) l'ha resa sua alleata.
    Il saggio sa che la sofferenza è un potentissimo alleato, perchè è lei a possedere la mappa del tempio e le chiavi per aprire le porte dove sono rinchiuse ed incatenate dalla paura parti della vostra essenza che gridano disperate, deluse, abbandonate e perse, parti che in verità non desiderano nient'altro che tornare a casa nell'interezza dell'essere.
    Parlate con la vostra sofferenza, guardatela, meditate con lei.
    Solo lei conosce la via che vi porterà alla guarigione.

    Dag



    Di seguito alcune frasi Padre Pio


    "molti sono quelli che soffrono, ma pochi sono quelli che sanno bene soffrire, la sofferenza è un dono di Dio, beato chi ne sa trarre profitto."

    "chi comincia ad amare deve essere pronto a soffrire."

    "La sofferenza è il segno certo che Dio ci ama"

    “Le anime più afflitte sono le predilette del Divin Cuore”.

    “Chi vuole vivere in pace, vede, soffre e tace, con pazienza”

    “Accetta con umiltà e pazienza le tribolazioni”.

    "Siamo nati per soffrire. Per mezzo dell'amore si va al dolore. E' cosa buona e nobile soffrire nel segreto del cuore".


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    Wallace

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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  Wallace il Mar Gen 08, 2013 12:23 am

    Dag ha scritto:
    Parlate con la vostra sofferenza, guardatela, meditate con lei.
    Solo lei conosce la via che vi porterà alla guarigione.


    BELLISSIMA…

    Permettimi di integrare quanto hai scritto con alcuni chiarimenti.

    Ci sono due modi di reagire alla sofferenza:
    1) Imprecare e maledire l’avverso destino ostinandoci ad imputare ad altri la causa della nostra angoscia.
    2) Capire che “il caso non esiste”, pertanto quella penosa circostanza ha una ragion d’essere.

    Nel primo caso saremo sempre vittime del tormento che deriva dal mancato raggiungimento delle mete e desideri a cui aspiriamo (aspettative), dettate prevalentemente dalle presunte necessità che la nostra natura “matrixiana” genera. Cercheremo sempre un infinità di cose per essere felici, un lavoro sicuro, una bella casa, qualcuno che ci ami, ecc. ecc. ma una volta raggiunta la meta prefissataci il desiderio che desidera se stesso si rimette in moto ponendoci nuovi obbiettivi, ho un lavoro sicuro ma è monotono o vorrei far carriera, quest’uomo o questa donna mi ama ma non mi capisce, non si cura di me, ecc.
    Oppure rimarremo schiavi di vissuti penosi che non ci abbandonano mai veramente, occultati da una quotidianità che abbiamo costruito per dimenticarli, riemergono inesorabilmente per dilaniarci.

    Nel secondo caso dobbiamo reagire chiedendoci sempre perché?
    Ad esempio:
    Perché questa donna o uomo non mi capisce? Forse perché io per prima non mi capisco?
    Perché non si cura di me? Forse perché io pretendo di essere lo scopo principale della sua vita.
    E perché io sento il bisogno di essere al centro della sua vita? E così via…

    Inizialmente è un analisi molto difficile da compiere, le possibili risposte sono troppe o non ne troviamo nessuna, non è importante, ciò che conta è iniziare a porsi VERAMENTE la domanda, se riusciremo ad uscire dalla trappola dell’autocommiserazione le risposte arriveranno.

    Nel caso di vissuti molto penosi è più complesso ed in genere solo l’osservazione distaccata degli eventi nel quadro generale della vita fornisce il motivo, fa comprendere lo scopo di ciò che abbiamo dovuto affrontare e le consapevolezze che ne derivano.

    In definitiva il primo modo di reagire alla sofferenza porterà altro dolore, non avendo vissuto correttamente l’esperienza la vita la ripropone, la felicità momentanea costruita sulle sabbie mobili delle apparenze ben presto sprofonda.
    Nel secondo modo l’amarezza ci colpisce sempre più superficialmente, inizieremo a comprendere il “disegno” che la vita propone e solo allora saremo pronti a vivere la sofferenza come una via che porta all’evoluzione.







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    Bastonate sulla collottola...

    Messaggio  scribaClaudio il Mar Gen 08, 2013 6:40 pm

    .
    Grazie Dag per il post su questo argomento, la sofferenza, un po "scomodo" a tutti noi. Le mie personali riflessioni sono che, il primo che si è cimentato con la sofferenza e ha sperimentato su di se ogni modo per uscirne, liberarsene, è il Buddha. Segno che la frase di Padre Pio "siamo nati per soffrire" va bene interpretata. Cioè siamo qua per darci da fare a trovare un modo per uscire dalla sofferenza. Non è da intendersi alla maniera dei preti, siamo nati così, se soffriamo a Dio piace, quindi godete dei patimenti e guadagnate ettari di un paradiso dopo morti. (infatti il commento centrato di Wallace esorta a porsi le domande giuste e via via capire il perchè!). Il secondo che si è cimentato personalmente con la sofferenza è sicuramente Yeshua/Gesù. Qui certo c'è il tema di non sfuggire alla sofferenza, ma affrontarla comunque e con "serenità". Direi che però io scorgo sempre la chiave della soluzione proposta dai maestri, nell'amore inteso come amore universale e onnipervadente, quello che ti fa sentire e percepire l'altro come fratello e come identico a te stesso. Quindi io dico che l'amore se ben capito e vissuto non porta alla sofferenza ma alla gioia e alla beatitudine. “Chi vuole vivere in pace, vede, soffre e tace, con pazienza” è giusto, sottolinea (anche se in maniera che a me pare rassegnata) che la sofferenza è personale, si soffre in silenzio perchè la sofferenza solo se vissuta e affrontata "bene" porta a frutti, altrimenti è vana. “Accetta con umiltà e pazienza le tribolazioni” è giusto ma io direi umiltà poichè noi non possiamo mai essere sicuri di comprendere il piano di Dio e quindi dato che ne vediamo solo al massimo alcuni sprazzi di Luce, dobbiamo avere umiltà. Ma mai una supina rassegnazione. Dio non ama vederci soffrire, semplicemente vuole che accettiamo volontariamente la Via, la soluzione dell'amore e lascia che siamo noi ad arrivarci da soli! Per rispetto della nostra libertà. Quindi "Siamo nati per soffrire. Per mezzo dell'amore si va al dolore. E' cosa buona e nobile soffrire nel segreto del cuore". io qui non son d'accordo col Padre Pio (e lui lo sa, ma è molto paziente con me ;-)). Non siamo nati per soffrire, siamo nati per imparare dalla sofferenza a volgerci verso la Luce e l'Amore di Dio, che sfolgora come e più del sole in cielo! ma siamo noi che preferiamo stare nella grotta di Platone al buio!!! e allora... è ovvio che soffriamo. La seconda: "Per mezzo dell'amore si va al dolore"... (mo lo so che finisce che qualche giorno il Padre Pio mi bastona! ;-))... per mezzo dell'Amore si può solo andare alla beatitudine alla gioia e all'unità con tutto il cosmo meraviglioso e coi nostri fratelli! ...naturalmente è chiaro che se per amore intendo l'amore umano, generalmente inteso fra due persone, condito di gelosia senso di possesso etc... allora è facile che io finisca nel dolore. Ma allora come dice Wallace, ecco che sono io a dover rivedere il mio senso di separazione (illusorio) che mi porta a illudermi su desideri, possesso, etc... infine: "E' cosa buona e nobile soffrire nel segreto del cuore" si sono d'accordo col severo Padre Pio, che sia chiaro amo e stimo ora più consapevolmente di anni fa. La sofferenza non va esibita, mai, sopratutto quando abbiamo capito che è necessaria per noi. Anche per la semplice ragione che non è il caso disseminare tristezze e pena nei nostri fratelli, che già sono per altro abilissimi a procurarsi da se medesimi queste delizie durante la vita. Ancora una volta credo che la chiave di tutto il "puzzle" sia nell'illusione del nostro "io" e nella realtà profonda del nostro SE autentico, della quale Luce assurdamente a volte abbiamo paura! Aprire le porte a Dio è aprire le porte alla Luce... è trasformare se stessi in un Sole per se e per gli altri! Senza alcuna paura di "consumarci"... di esaurire il carburante... l'energia, che è poi l'Amore... di quello la Luce che sostiene l'universo ne ha riserve infinite e se noi accettiamo la trasformazione del bruco in farfalla, a quelle riserve avremo accesso pieno! La frase di Gesù, ""quando dei due farete Uno"" credo si connetta perfettamente con l'argomento sofferenza, perchè esorta e restare sempre al centro di quella perenne lotta fra i due Lupi, al centro di quel vortice di oscurità e Luce che anima anche il segno dell'YinYang, che quel "volpino" del nostro Dag ha messo a chiosa del suo bel post!

    Ora basta con le mie riflessioni, ho accumulato già un debito sufficiente di bastonate sulla collottola da parte del Padre che protegge il nostro gruppo! Very Happy Very Happy Very Happy Un abbraccio a Lui per ciò che riesco a cogliere sotto la sua severa scorza... uno a Patrizia per prima, che mi è stata "mandata" sul cammino in un momento difficile e che ha saputo farmi riprendere le redini di una antica ricerca interiore, e uno enorme a Tutti Voi, amici del conosci te stesso, che sento sempre a me vicini sul cammino. Claudio.


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    Chi cerca trova… anche le bastonate sulla collottola

    Messaggio  Wallace il Mar Gen 08, 2013 10:25 pm

    Caro Scriba Claudio, concordo con te nel mettere in evidenza che noi dobbiamo cercare la gioia e non accettare passivamente il dolore, aggiungerei la vera gioia.

    Spero di essermi ben spiegata nel mio post precedente, qualora così non fosse, sintetizzo il mio pensiero:
    visto che la sofferenza è inevitabile invece di subirla utilizziamola, non cerchiamo di sfuggirle costruendoci felicità effimere e palliative, possiamo aspirare a gioie e stati di benessere di un intensità difficile da spiegare a chi non l’ha provata almeno una volta nella vita.

    Le frasi di Padre Pio sono da leggersi con l’ottica di chi ha raggiunto un elevazione spirituale molto al di fuori del comune, accettare ed a volte ricercare la sofferenza per amore del prossimo è un dogma di difficile comprensione. In questi casi io suggerisco di sospendere il giudizio e fermarci ad esaminare ciò che noi possiamo comprendere, quello con cui noi entriamo in risonanza.



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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  scribaClaudio il Mer Gen 09, 2013 4:30 pm

    Wallace ha scritto:Caro Scriba Claudio, concordo con te nel mettere in evidenza che noi dobbiamo cercare la gioia e non accettare passivamente il dolore, aggiungerei la vera gioia.

    Spero di essermi ben spiegata nel mio post precedente, qualora così non fosse, sintetizzo il mio pensiero:
    visto che la sofferenza è inevitabile invece di subirla utilizziamola, non cerchiamo di sfuggirle costruendoci felicità effimere e palliative, possiamo aspirare a gioie e stati di benessere di un intensità difficile da spiegare a chi non l’ha provata almeno una volta nella vita.

    Le frasi di Padre Pio sono da leggersi con l’ottica di chi ha raggiunto un elevazione spirituale molto al di fuori del comune, accettare ed a volte ricercare la sofferenza per amore del prossimo è un dogma di difficile comprensione. In questi casi io suggerisco di sospendere il giudizio e fermarci ad esaminare ciò che noi possiamo comprendere, quello con cui noi entriamo in risonanza.



    Infatti Patrizia, è giusto quello che dici. Per ora mi sembra chiaro che ci possono essere persino anime così alte che possano decidere perfino di "soffrire al posto di altri", di accelerare il loro sviluppo... come un regalo ad altre anime rimaste indietro. Lo intuisco solo. Anche se la mia opinione è che in generale ognuno di noi deve guadagnarsi la Luce con il pensiero, l'azione e vivendo... ma capisco che forse a certi livelli è perfino concesso di intervenire nello sviluppo dei fratelli più piccoli, più grevi e dar loro una "spinta"... risparmiar loro alcune miglia, di un lungo cammino... forse in nome della loro buona volontà dimostrata... non saprei. Comunque sia è giusto sospender il giudizio su cose che io vedo da una terrazza, probabilmente panoramica, ma non sufficientemente alta appunto. Ricercare la sofferenza per amore del prossimo è quanto la madonna di Medjugorje va chiedendo da un po... ora però non mi addentro troppo in questo discorso... poichè ne sento tutta la forza e la verità profonda e... Very Happy sai com'è, sono un po come Troisi quando nel film diceva: ""No no, per carità lasciate perdere... casomai poi fanno qualche "regalo" pure a me!!!"" ...per ora sono un codardo dello spirito e ...mi accontento di quanto già mi mandano. E comunque tornando seri ti dico che sono deciso e convinto ad accettare quel che mi viene, vedendo di renderlo... "produttivo" e senza reagire con idiozie del tipo, perchè a me? ma non è giusto! etc... fin qua per ora arrivo in piena coscienza. O come dici tu, fin qua mi sento in risonanza con ciò che ho profondamente dentro. Un abbraccio forte! e non ti illudere... domani torno a Milano, quindi se pensavi di aver scampato qualche "sofferenza" eccomi a farmi strumento delle ...""volontà superiori"" è verooo!!! Very Happy:D:D Ciaoooo


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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  Wallace il Mer Gen 09, 2013 11:40 pm

    scribaClaudio ha scritto: Un abbraccio forte! e non ti illudere... domani torno a Milano, quindi se pensavi di aver scampato qualche "sofferenza" eccomi a farmi strumento delle ...""volontà superiori"" è verooo!!! Very Happy:D:D Ciaoooo [/size][/color]

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    Vedete perché dico che ho un karma pesante?! E lui non è certo la mia unica croce! Very Happy
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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  Dag il Gio Gen 10, 2013 3:41 pm

    scribaClaudio ha scritto: E comunque tornando seri ti dico che sono deciso e convinto ad accettare quel che mi viene, vedendo di renderlo... "produttivo" e senza reagire con idiozie del tipo, perchè a me? ma non è giusto! etc... fin qua per ora arrivo in piena coscienza. O come dici tu, fin qua mi sento in risonanza con ciò che ho profondamente dentro. Un abbraccio forte! e non ti illudere... domani torno a Milano, quindi se pensavi di aver scampato qualche "sofferenza" eccomi a farmi strumento delle ...""volontà superiori"" è verooo!!! Very Happy:D:D Ciaoooo


    Caro Scriba, le "idiozie" a cui hai accennato riguardo possibili reazioni a sofferenze de tipo perchè a me? ma non è giusto! io che ecc...
    Forse qualche tempo fa a mio sentire per te non erano "idiozie" come dici di esserne consapevole adesso, ma motivo di sofferenze da perderci la testa e difficili da accettare ed anche un grosso limite alla tua libertà di visione attuale.

    Se cosi' fosse, quale forza ti ha spronato a spingerti dentro di te per ricercare,comprendere e avviare un processo di guarigione verso quella forza improduttiva?

    Sara stata mica la sofferenza?

    Un abbraccio caro

    Dag

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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  scribaClaudio il Gio Gen 10, 2013 10:20 pm

    Wallace ha scritto:
    scribaClaudio ha scritto: Un abbraccio forte! e non ti illudere... domani torno a Milano, quindi se pensavi di aver scampato qualche "sofferenza" eccomi a farmi strumento delle ...""volontà superiori"" è verooo!!! Very Happy:D:D Ciaoooo [/size][/color]

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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  scribaClaudio il Gio Gen 10, 2013 10:37 pm

    Dag ha scritto:
    scribaClaudio ha scritto: E comunque tornando seri ti dico che sono deciso e convinto ad accettare quel che mi viene, vedendo di renderlo... "produttivo" e senza reagire con idiozie del tipo, perchè a me? ma non è giusto! etc... fin qua per ora arrivo in piena coscienza. O come dici tu, fin qua mi sento in risonanza con ciò che ho profondamente dentro. Un abbraccio forte! e non ti illudere... domani torno a Milano, quindi se pensavi di aver scampato qualche "sofferenza" eccomi a farmi strumento delle ...""volontà superiori"" è verooo!!! Very Happy:D:D Ciaoooo


    Caro Scriba, le "idiozie" a cui hai accennato riguardo possibili reazioni a sofferenze de tipo perchè a me? ma non è giusto! io che ecc...
    Forse qualche tempo fa a mio sentire per te non erano "idiozie" come dici di esserne consapevole adesso, ma motivo di sofferenze da perderci la testa e difficili da accettare ed anche un grosso limite alla tua libertà di visione attuale.

    Se cosi' fosse, quale forza ti ha spronato a spingerti dentro di te per ricercare,comprendere e avviare un processo di guarigione verso quella forza improduttiva?

    Sara stata mica la sofferenza?

    Un abbraccio caro

    Dag


    Certo Dag, non c'è dubbio che anni fa la mia maniera di pormi nei confronti della vita era diversa. Diciamo che sintetizzando in una riga, tanti anni fa son partito bene e con spontaneità, ben immerso nel cosmo a seguire forse qualcosa che sentivo istintivamente dentro, poi la vita mi ha distratto (o meglio io mi son lasciato distrarre) e dopo anni di vita basata su una immagine costruita di me stesso, il crollo e la sofferenza hanno di colpo riportato la mia essenza alla nudità... da li è partita la risalita e il ritorno alle "origini". Come ho accennato nel post sopra, Wallace, il contatto con te e con altri "viandanti solitari" del gruppo, mi ha aiutato a riprendere le redini di quell'antica ricerca. Ma non rinnego nulla dell'esperienza fatta, poichè mi accorgo che molte cose vengono a frutto a distanza di tempo e... molte cose che covavano sotto la cenere ora pian piano danno frutto e vengono a maturazione. Innegabilmente la sofferenza acuta di un periodo ha saputo riportare il sereno e la gioia nell'anima, e la fiducia nel cosmo vivo in cui siamo immersi.

    A prestissimo caro Dag! Very Happy

    Lo so, lo so... non è una riga... ma io sono abituato a scrivere sui rotoli di papiro e ...a me è stato tutto su una unica riga! ;-) quella della vita! Laughing Laughing farao cheers


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    Forse non è un caso

    Messaggio  libellula il Ven Gen 11, 2013 5:53 pm


    Ciao,dopo aver letto i vostri post, aprendo un libro a caso ho letto questo:


    In questi momenti (quando Gesù parla al cuore) più che mai,nel mondo,tutto mi annoia e mi pesa; niente desidero fuerchè amare e soffrire. Anche in mezzo a tante sofferenze sono felice, perchè sembrami di sentire il mio cuore palpitare con quello di Gesù.
    Padre Pio


    Forse si è sentito chiamato in causa e ha voluto dirci qualcosa, in fondo il forum è dedicato a lui.

    Baci
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    Re: La Sofferenza

    Messaggio  scribaClaudio il Ven Gen 11, 2013 10:52 pm

    libellula ha scritto:
    Ciao,dopo aver letto i vostri post, aprendo un libro a caso ho letto questo:


    In questi momenti (quando Gesù parla al cuore) più che mai, nel mondo, tutto mi annoia e mi pesa; niente desidero fuorché amare e soffrire. Anche in mezzo a tante sofferenze sono felice, perchè sembrami di sentire il mio cuore palpitare con quello di Gesù.
    Padre Pio


    Forse si è sentito chiamato in causa e ha voluto dirci qualcosa, in fondo il forum è dedicato a lui.

    Baci

    Grazie Libellula di questo stralcio di Pio pensiero. Forse quando la consapevolezza di un'anima giunge ad alto livello, o da lì proviene direttamente con pieno "ricordo" e coscienza come Gesù, è possibile che il mondo degli uomini lo annoi o lo infastidisca addirittura, almeno in certi momenti... questo contrasta un po con l'amore verso tutte le creature, ma è anche vagamente comprensibile che non ci sia niente che soddisfi chi ha ricordo pieno delle Luce da cui proviene o comunque ha volato altissimo. Del resto anche Gesù mi pare disse una frase simile: "" gente ottusa ed ignorante ma per quanto tempo ancora dovrò stare in mezzo a voi? "" ...non c'è che dire, poveraccio, lo hanno preso in parola e lo hanno "accontentato" subito...
    Scendere al nostro livello di concretezza e pesantezza materiale deve esser gravoso per chi sta nella Luce... una forma sicuramente di sacrificio a favore dei fratelli ancora in oscurità, e perciò una sofferenza.
    Come minimo dobbiamo essere immensamente grati a chi illumina un po, come meglio riesce, la nostra cecità e rompe così il silenzio della nostra sordità alle cose dello spirito.


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