IL GUERRIERO DELLA GRANDE STRADA

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    Wallace

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    IL GUERRIERO DELLA GRANDE STRADA

    Messaggio  Wallace il Mar Giu 18, 2013 11:15 pm



    Ho letto in anteprima LA CONQUISTA DEGLI ENHADEEL, la prima parte della trilogia IL GUERRIERO DELLA GRANDE STRADA. E’ un fantasy decisamente ispirato che offre molte metafore su cui riflettere ed è proposto con uno stile coinvolgente.


    I personaggi sono “vivi”, è trascorso ormai del tempo da quando l’ho letto eppure ancora “sento” le emozioni che mi hanno fatto vivere.

    Visto che abbiamo la fortuna di avere l’autrice tra noi le ho chiesto di proporci alcuni stralci del suo romanzo, spero che ci accontenterà.



     



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    la_Lilla

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    Re: IL GUERRIERO DELLA GRANDE STRADA

    Messaggio  la_Lilla il Mer Giu 19, 2013 1:41 am

    Ed ecco l'autrice! Grazie Wallace per le belle parole! I love you

    Propongo prima una parte del preambolo, poi qualche breve stralcio misto, tanto per dare l'idea...spero che vi piaccia cherrycherry





    "Accadeva infatti, duemila anni prima di questi eventi, che quel Mondo non fosse diviso in quattro, ma si presentasse invece come un'unica, grande Terra. A reggerla vi era un Consiglio con rappresentanti di tutte le razze, con una maggioranza di Elfi, da tutti ritenuti i più saggi. Ogni stirpe possedeva i suoi territori, sceglieva i suoi governanti, costruiva le sue città e, pur se le schermaglie tra popoli di diversa origine non fossero rare, il Consiglio garantiva ad ognuno il proprio diritto alla sovranità. Il Mondo sembrava immerso in una pace sostanziale, ma gli Uomini covavano da sempre un sordo rancore nei confronti degli Elfi sapienti, bellissimi e in possesso del Dono della Scelta. Gli Uomini giunsero ad odiare quegli esseri così diversi da loro, così forti e saggi ed aggraziati, tanto colmi di doni immeritati, e presto bramarono di togliere loro il potere, per stringerlo tutto nelle proprie mani avide. Il cuore loro s’infettò di un male strisciante, ed in loro aiuto accorse un Dio, il cui nome oggi nessuno osa più pronunciare, un Dio che solo da quel male traeva la sua forza. Egli ne annusò il lezzo come la belva percepisce l'odore della preda, ed agli Uomini sussurrò nelle orecchie, raccontando d’immense ricchezze, di infinito potere, di eterna giovinezza, di conquista e di gloria. Essi lo seguirono, accecati dalle sue promesse, s’inginocchiarono ai suoi piedi come schiavi adoranti, e lo pregarono di favorirli provocando la caduta degli Elfi dal volto sottile. Così, il Dio accolse le loro preghiere e scese nel Mondo come loro Capitano, provocando una guerra immane che seminò strage grandissima tra tutte le razze."







    “Vi sono strade che, una volta intraprese, non possono essere abbandonate. Vi sono doni che non possono essere gettati via, poiché sono i più grandi, i più ricchi che questa vita può riservarci. Io ho trovato la Spada perché ho fatto una scelta, e allo stesso modo – anzi, ancor di più – Anteras ha potuto solcare le nuvole perché aveva fatto una scelta. Egli, oggi, ha rinnegato quella scelta. [...] Colui che conoscevo con il nome di Anteras non ha mai avuto un'ombra di malinconia sul viso, era coraggioso come un leone, tanto letale in battaglia quanto armonioso nei movimenti; l'ultima volta che lo vidi, i suoi capelli erano più rossi di un papavero in fiore, le sue vesti erano vecchie e logore, le sue membra decorate da infiniti disegni. Oggi, i miei occhi increduli si sono posati su di un Uomo riccamente vestito, coronato di un diadema scintillante, un Uomo da tutti acclamato ed eppure colmo di una tristezza che io sola posso cogliere, un Uomo infine conscio di aver perduto ogni cosa per cui vale la pena vivere. Oh, egli poteva danzare sulle punte del fuoco, e appoggiarsi su di uno specchio d'acqua increspandone la superficie meno di un insetto; egli soleva parlare agli alberi, e suonare il liuto per loro; era l'anima di ogni festa che accendesse la notte nei boschi, ed era un guerriero tanto temibile che, delle infinite volte che l'ho affrontato, non molte sono quelle in cui sono uscita vincitrice. Tutto questo, però, è perduto per sempre, e solo io e lui, che sulla Grande Strada fummo compagni, possiamo comprendere quanto sia grave”





    “Prodigio?” rispose lui, sorridendo ed aiutandola a rialzarsi “Non accadono molti prodigi su questa Terra, Talrain. È solo la nostra mente a precluderci delle possibilità. Invero, tu questo dovresti già saperlo, poiché partecipasti attivamente agli eventi di poche ore fa, ed il tuo contributo fu determinante”
    “Te ne prego!” si schernì lei alzando le mani “Non darmi meriti che non ho. L'avrai capito da te che io non sono..”
    “Probabilmente è vero Talrain” la interruppe l’Elfo “non sei un guaritore. Ma sei l'Eletto, il che significa che qualcuno, molto tempo fa, ha scelto te in tutte le epoche vissute dalle Quattro Terre per compiere la più importante delle missioni. Basta col disfattismo, quindi! Ieri notte ho visto il primo bagliore di vita negli occhi screziati del giovane Cavaliere solo dopo che tu imponesti le mani su di lui. È la potenza dell'amore, Talrain, e si trova dentro ciascuno di noi, nessuno escluso. Come vedi” aggiunse, indicando una pesante tenda al di là della quale i suoi assistenti erano già all'opera su qualcun altro “il nostro lavoro non ha mai fine, e non sempre i nostri sforzi si concludono con una vittoria. Ma potremmo mai fermarci? Potremmo mai deviare il nostro cammino su di una strada più comoda? Tu potresti, Talrain?”
    “Non senza smettere di essere me stessa” rispose lei, di getto.
    [size=18]“Una buona risposta” commentò Ionmel, chinando il capo.







    Sohneet lasciò la stanza, e Rjan si rivolse ancora a Talrain, grattandosi la testa:
    “Ancora frasi sibilline, ed io inizio ad essere stanco! Cos'avrò mai a che fare con la vostra assemblea?”
    Talrain sospirò, con un sorriso stanco.
    “Che posso dirti, fratello, non sono io uno dei Saggi. Essi trovano la luce laddove per noi non è altro che buio, e non è in nostro potere comprendere in che modo i loro passi vengono guidati, così come non comprendiamo come facciano le Aquile a volare, ed eppure esse volano”
    “Volano perché hanno ali”


    “Anche le galline ne hanno” sorrise lei, smorzando l'ultima candela.









    Ok, non è stato tanto breve Embarassed purtroppo sono grafomane Razz


    Grazie per la pazienza I love you 


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    bello!

    Messaggio  Vera76 il Gio Giu 20, 2013 8:36 am

    Sono ansiosa di leggerlo! bounce
    Brava Lilla I love you

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    Re: IL GUERRIERO DELLA GRANDE STRADA

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