"il gran gioiello della discriminazione"

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    scribaClaudio

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    "il gran gioiello della discriminazione"

    Messaggio  scribaClaudio il Lun Dic 12, 2011 6:58 pm

    "il gran gioiello della discriminazione" ovvero, Vivekacudamani, è uno scritto attribuito ad Adi Shankaracarya, conosciuto come Sankara. Egli fu un bramino indiano esponente del pensiero detto Advaita Vedanta. Sono due parole facilmente spiegabili, che dicono già molto sul suo pensiero. A-dvaita è una parola sanscrita che significa "Non-divisa" "Non-duale". Vedanta è il nome di una raccolta di testi filosofici che "chiude" i Veda, antichi libri della tradizione vedica indiana. Nello specifico i Veda sono 4, Rig, Samur, Yajur, Atharva. Ma la parte più elevata ed interessante è costituita dai commenti a questi libri, che vengono chiamati Vedanta (da Veda-anta, "fine dei Veda" o meglio "il fine dei Veda"). Adi Shankara si era accorto che l'hinduismo aveva in se la possibilità di riportare alle genti il messaggio di verità, solo se si fosse emendato dai troppi "fronzoli" e dalle troppe divisioni e sottigliezze speculative. Ecco perchè diede la spinta verso una concezione Non duale, Advaita appunto. il Buddhismo era nato infatti proprio come ricerca della verità interiore in opposizione al bramanesimo, alla tendenza dell'hinduismo a consoderare le verità assolute come appannaggio della casta braminica. Cosa a cui Siddharta Gotama si oppose duramente e la diffusione del buddhismo a scapito dell'hinduismo, nei secoli sucessivi alla morte di Buddha, ne fu la luminosa conferma del valore immane. Adi Shankara tentò secoli dopo, di riportare l'hinduismo sulla "retta via" diciamo. Ne scaturì il complesso pensiero di Shankara, che però potrebbe essere riassunto nella asserzione: ""Solo lo spirito di brahman è reale, tutto il resto è illusione, Maya."" Questo punto di vista emerge con forza nel Vivekacudamani. (viveka = discriminazione, discernimento). E a me pare di udire quasi in "stereo" le parole di Gesù: "quando dei due farete uno"... vi consiglio di leggerlo. E' lungo, lo so, ma è diviso in 580 paragrafi di quattro o cinque righe ciascuno, quindi lo possiamo "digerire" un pò per volta, secondo i nostri tempi interiori. Coraggio "osate". ;-)

    Per chi di voi è interessato a leggere tutto il Vivekacudamani (in italiano ovviamente!) ecco il link per scaricare il PDF :

    http://www.claudiotabasso.it/triratna/Vivekacudamani.pdf


    ""292. Se realizzi l’Uno senza secondo – che è sat-cit-ānanda (verità-coscienza-beatitudine), di là da tutte le forme e da ogni agire – tu porrai fine all’illusione di essere i tre corpi. Così, come l’attore all’ultimo atto, saprai gettare la maschera del personaggio con cui ti sei identificato.

 ""

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