La "pesatura del cuore".

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    scribaClaudio

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    La "pesatura del cuore".

    Messaggio  scribaClaudio il Mer Mag 02, 2012 12:41 pm

    LA PESATURA DEL CUORE.

    Chiunque abbia anche solo sorvolato le antichità dell’Egitto, è incappato sia pur fugacemente, nella scena della così detta “pesatura del cuore” o psicostasia. In questa immagine che è il cardine della credenza funeraria egizia è sotteso un messaggio di luce che va ben aldilà, dell’impatto lugubre e oscuro che a prima vista trasmette ad un osservatore superficiale. Si tratta del momento culminante del passaggio nell’Aldilà, dove il defunto affronta il tribunale di Osiride. (Eccone qui un'immagine: http://www.claudiotabasso.it/egitto/psico.jpg ). Erroneamente dai più è vista come un’oscura e macabra rappresentazione dell’oltretomba egizio, ingiustamente immaginato a tinte fosche e ai limiti della necrofilia! Niente di più sbagliato, gli egizi amavano profondamente la vita e la luce, per questo hanno sviluppato un culto della rinascita e del passaggio verso un regno beato e luminoso. Lo stesso “libro dei morti” egizio, è una raccolta di inni, preghiere, scongiuri ed invocazioni che costituisce un vademecum/promemoria per l’anima del defunto che affronta il suo passaggio e “viaggio” nell’aldilà. Il suo vero titolo era, non a caso: “Per uscire alla luce del giorno”. L’egizio antico concepiva se stesso come un essere composto di cinque corpi: quello materiale di carne e ossa il “KHET”. Quello energetico ed emozionale, il “KHA”. L’ombra che immancabilmente segue il corpo in presenza di luce, “SWUT”. Poi vi era l’anima come principio indistruttibile ed in evoluzione, rappresentato da un uccello con testa umana, il ”BHA”. Infine il principio di luce spirituale cui tutti siamo legati e che rappresenta il nostro spirito più alto, raffigurato come un airone col ciuffo, lo “AKH”. Il nucleo centrale dell’uomo è il “cuore” ( IB ) inteso come essenza e non come un mero organo vitale. Tutto l’universo era immaginato come sorretto da varie forze divine, che agivano contemporaneamente e si concretizzavano in svariate divinità, i cui “confini” sono spesso sfumati. La dualità fra luce e ombra era la stessa che divide l’ordine dal caos. Maat, dea femminile della verità e dell’ordine della vita, opposta al dio Seth, nume del disordine, del caos. La dea Maat era rappresentata con corpo umano femminile e una piuma di struzzo sulla testa (altri sostengono sia di pavone). (Eccone qui un'immagine: http://www.claudiotabasso.it/egitto/Maat2.jpg ). Seth (o Suteh) aveva corpo umano e testa (probabilmente) di okapi. Osiride invece era un dio legato al ciclo della vegetazione e quindi alla rinascita, infatti nel mito viene ucciso e smembrato da Seth , ma risorge con l’aiuto di Iside e Nefty (due dee femminili). Suo figlio Horus (il falco) ne vendicherà la morte uccidendo lo zio Seth, dopo uno scontro epocale nel quale perderà un occhio. Osiride è pertanto dio dei Morti e presiede il tribunale nella “Sala di Maat” (sala della verità). Osiride è sempre dipinto di verde come la vegetazione e vestito di bianco. Oltre a lui che presiede il giudizio abbiamo sempre: Anubi, dio con corpo umano e testa di sciacallo, che accompagna per mano il defunto. Anubi (Anupi) è chiamato anche “ Up wuaut” = “Apritore di vie”. Il dio Thot, con corpo umano e testa di ibis, patrono degli scribi e scriba degli dei, dio della saggezza , della cultura, del tempo, della luna (yah), ha insegnato agli uomini l’uso dei geroglifici, “Medou Neter” = letteralmente : “Le parole del Dio”. La funzione di Thot, è quella di verbalizzare il tutto, di metter per iscritto come faceva ogni scriba ad ogni livello dell’amministrazione reale. Ogni ordine pronunciato verbalmente del faraone, terminava con la frase: “così sia scritto, così sia fatto”. Da quel momento era legge. Di fronte ad Osiride vi era anche una bilancia con due piatti, la bilancia di Maat. Alla base della bilancia stava accucciata in attesa una sinistra divinità dal nome tragicamente onomatopeico, era Aammit, colei che avrebbe divorato il cuore del defunto se esso si fosse pronunciato contro di lui! Se fosse risultato sulla bilancia più pesante della piuma della verità. L’aspetto di Aammit era un improbabile misto genetico fra coccodrillo, leone e ippopotamo. Solo se il cuore del defunto era leggero come la verità , si superava la prova, passando oltre e avendo accesso ai “Campi della Pace”= (Sekhet Hetep) o campi di canne (Sekhet iaru) [da cui i “campi elisi” dei Greci]. Qui sorgeva anche Niut Ra = “la città di Ra”. Tutto attorno vi erano i campi divini “… dove l’orzo cresce alto cinque cubiti (circa 2,5 metri) e il grano alto sei cubiti ( circa 3 metri) e viene mietuto dagli Shemsu Hor = “i seguaci di Horus” che sono alti sette cubiti”. Il nucleo di questa scena nella “Sala della verità” è costituito dalla così detta” confessione negativa”. Il defunto deve pronunciare una serie di affermazioni con voce sicura e nel pieno rispetto della verità! Affermazioni del tipo: “Non ho ucciso, non ho abusato del mio potere, non ho arrecato danno ai più deboli, non ho rubato etc…” ma ben sapendo che il suo “cuore” sulla bilancia di Maat è incapace di mentire! Solo se davvero così si è comportato, egli riuscirà a pronunciare le frasi con fermezza di voce. Sarà allora giudicato un “Giustificato” o “Giusto di Voce”=” Maha Khru” poiché la sua voce non ha tremato di fronte al tribunale di Osiride e il suo cuore è risultato lieve come la piuma. Verrà scritto da Thot sul papiro divino che egli è “L’Osiride tal dei tali (il suo nome completo) , giusto di voce”. Il defunto diviene allora egli stesso un Osiride, cioè un risorto. In caso contrario con il cuore divorato da Aammit e senza alcuna traccia scritta del suo nome sul papiro divino di Thot, egli era destinato all’oblio più totale e definitivo, cosa che per un egizio era forse peggio di qualsiasi inferno. La cancellazione del nome in vita, da parte di un tribunale, era una condanna temutissima. Tant’è che solo la pietà materna di isidiana ispirazione, spingeva ogni madre egizia a conferire al figlio, nel momento della nascita un “ Ren Sheta”=” Nome nascosto”. Solo lei lo conosceva e nessun altro. Solo il suo amore materno avrebbe potuto tramite quel nome segreto, salvare un giorno il figlio dall’oblio eterno.


    Qua di seguito, potete trovare alcuni link che vi potranno essere utili per approfondire e visualizzare meglio divinità egizie, concetti di pesniero e anche semplici curiosità per capire meglio, i nostri avi e noi stessi. Buone ricerche ed approfondimenti a voi tutti, Claudio.

    http://www.egittoantico.net/ (blog interessantissimo e competentissimo, tenuto dalla mia amica Ginevra, una egittologa di professione, con una conoscenza straordinaria e una mano per il disegno, che fa impallidire lo scribaClaudio!!!)

    https://www.facebook.com/kemetblog (versione facebook dello stesso)

    http://www.ancientegyptonline.co.uk/index.html
    http://www.ancientegyptonline.co.uk/thegods.html (utile per le divinità e le immagini relative)
    (in inglese, ma utile e ben fatto)


    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c6390091-bc4e-4710-9d19-507bfbc3407a.html#p=0
    (uno speciale sul museo egizio di Torino, Rai, Ulisse)

    http://www.museoegizio.it/
    (e infine il sito del museo egizio di Torino che è il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo.)


    Un saluto a voi tutti, come me in cammino verso la pace interiore. Claudio.



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