Ainulindale - La musica degli Ainur

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    la_Lilla

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    Ainulindale - La musica degli Ainur

    Messaggio  la_Lilla il Mer Feb 01, 2012 3:03 pm

    "Esisteva Eru, l'Unico, che in Arda è chiamato Iluvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, Coloro che sono Santi, progenie del proprio pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata. Ed egli parlò loro, proponendo loro temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. Ma a lungo cantarono ognuno da solo, o solamente pochi assieme, mentre gli altri ascoltavano; ciascuno di loro peenetrava infatti soltanto quella parte della mente di Iluvatar da cui proveniva e nela comprensione dei propri fratelli essi crescevano solo lentamente. Tuttavia, semplicemente ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e accrescevano l'unisono e l'armonia tra loro.
    E accadde che Iluvatar convocò tutti gli Ainur ed espose loro un tema possente, svelando loro cose più grandi e più magnifiche di quante ne avesse già rivelate; la gloria del suo inizio e lo splendore della sua conclusione stupefecero gli Ainur, sì che essi s'inchinarono davanti a Iluvatar e stettero in silenzio.
    Allora Iluvatar disse loro: <<Del tema che vi ho esposto, ora io voglio che facciate, uniti in armonia, una Grande Musica. E poichè vi ho accesi della Fiamma Imperitura, voi esibirete le voestre potenze, adornando il tema stesso, se lo desiderate, ognuno con i propri pensieri e con i propri artifici. Io invece siederò e ascolterò, e sarò lieto che attraverso di voi sia stata destata in canto una grande bellezza>>
    Allora le voci degli Ainur, come con arpe e liuti, e flauti e trombe, e viole e organi, come con innumerevoli cori che cantassero con parole, iniziarono a modellare il tema di Iluvatar in una grande musica; e si levò un suono di melodie infinitamente avvicendantisi che s'intrecciavano in armonia, le quali trascendevano l'udibile in profondità e in altezza, e i luoghi dove dimorava Iluvatar ne furono riempiti fino a traboccarne, e la musica e l'eco della musica si diffondevano nel Vuoto, ed esso non fu vacuo. Mai più gli Ainur hanno fatto una musica simile a questa musica, benché sia stato detto che una ancora più grande sarà fatta al cospetto di Iluvatar dai cori cori degli Ainur e dai Figli di Iluvatar dopo la fine dei giorni. Allora i temi di Iluvatar saranno eseguiti alla perfezione, assumendo Essere nel momento stesso in cui saranno emessi, poichè in quel momento tutti comprenderanno appieno qual è il disegno che attiene alla propria singola parte, e ciascuno conoscerà la misura della comprensione di ognuno, e Iluvatar conferirà ai loro pensieri il fuoco segreto, essendo egli molto compiaciuto."

    Da "Il Silmarillion" di JRR Tolkien
    La Creazione della Terra di Mezzo
    Se vi fa piacere posterò anche la seconda parte Very Happy


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    E certo!!!! ...vuoi tenerci sulle spine!??? :D

    Messaggio  scribaClaudio il Mer Feb 01, 2012 3:15 pm

    E certo!!!! ...vuoi tenerci sulle spine!??? Very Happy


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    la_Lilla

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    Re: Ainulindale - La musica degli Ainur

    Messaggio  la_Lilla il Mer Feb 01, 2012 5:04 pm

    Ok...è che è bello lungo Very Happy

    "Ora però Iluvatar sedeva e ascoltava, e a lungo gli parve fosse cosa buona poiché nella musica non vi erano difetti. Ma, con il progredire del tema, nel cuore di Melkor sorse l'idea d'interpolare motivi di propria immaginazione che non erano in accordo con il tema di Iluvatar; così facendo, infatti, egli cercava di accrescere la potenza e la gloria della parte che gli era stata assegnata. Fra tutti gli Ainur, a Melkor erano state concesse le massime doti di potenza e di conoscenza, ed egli partecipava anche di tutti i doni fatti ai suoi fratelli. Spesso se n'era andato da solo nei luoghi vuoti alla ricerca della Fiamma Imperitura, poiché in lui cresceva bruciante il desidero di portare all'Essere cose proprie, e gli sembrava che Iluvatar non avesse alcun pensiero per il Vuoto, e la sua vacuità lo irritava. Tuttavia non trovò il Fuoco giacché esso è con Iluvatar. Standosene solo, aveva però iniziato a concepire pensieri propri, diversi da quelli dei suoi fratelli.
    Alcuni di questi pensieri l'intrecciò ora nella sua musica, e attorno a lui subito fu discordanza, e molti che vicino a lui cantavano si scoraggiarono, il loro pensiero fu disturbato e la loro musica vacillò; ma alcuni incominciarono ad accordare la propria musica alla sua anzichè al pensiero che avevano avuto da principio. Allora la dissonanza di Melkor si diffuse ancora di più e le melodie che si erano udite prima naufragarono in un mare di suoni turbolenti. Ma Iluvatar sedette e ascoltò fino a quando non parve che attorno al suo trono infuriasse una tempestea come di nere acque che si muovessero guerra a vicenda in un'ira senza fine che non poteva essere placata.
    Poi Iluvatar si levò e gli Ainur percepirono che sorrideva; ed egli alzò la mano sinistra, e un nuovo tema iniziò in mezzo alla tempesta, simile e tuttavia dissimile dal tema precedente, ed esso acquistò potenza e assunse nuova bellezza. Ma la dissonanza di Melkor si sollevò nel fragore e lottò contro di essa, e ancora fi fu una guerra di suoni più violenta della prima fino a che molti degli Ainur ne restarono costernati smettendo di cantare, e Melkor ebbe il sopravvento. Allora Iluvatar si levò di nuovo e gli Ainur percepirono che la sua espressione era severa; ed egli alzò la mano destra, ed ecco!, un terzo tema si sviluppò in mezzo allo scompiglio ed era diverso dagli altri. Dapprima parve infatti morbido e dolce, una semplice increspatura di suoni lievi in delicate melodie; ma era impossibile soverchiarlo, e si caricò di potenza e di profondità. E sembrò alla fine che vi fossero due musiche che procedevano contemporaneamente davanti al seggio di Iluvatar, ed erano del tutto diverse. L'una era profonda e ampia e bella, e però lenta e intrisa di una tristezza immensa da cui soprattutto ricavava bellezza. L'altra aveva ora raggiunto una coerenza propria; ma era fragorosa e vana, e si ripeteva all'infinito; e aveva scarsa armonia, quanto invece un clamoroso unisono di come di molte trombe che stridessero emettendo solo qualche nota. Ed essa cercò di sovrastare l'altra musica con la violenza della propria voce, ma sembrò che le sue note più trionfanti venissero sussunte dall'altra e da quella integrate nella propria solenne struttura.
    Nel mezzo di questo scontro, che scosse le aule di Iluvatar e che diffuse un tremito nei silenzi ancora immoti, Iluvatar si levò una terza volta, e il suo volto era terribile a vedersi. Poi egli alzò entrambe le mani e, con un unico accordo, più profondo dell'Abisso, più alto del Firmamento, penetrante come la luce dell'occhio d'Iluvatar, la Musica cessò.
    Poi Iluvatar parlò e disse: <<Potenti sono gli Ainur, e potentissimo tra loro è Melkor; ma affinché egli sappia, e tutti gli Ainur sappiano, che io sono Iluvatar, le cose che avete cantato io le mostrerò così che voi possiate vedere ciò che avete fatto. E tu, Melkor, vedrai come non sia possibile eseguire alcun tema che non abbia la propria ultima origine in me e come nessuno abbia il potere di alterare la musica a mio dispetto. Poiché colui che vi tenterà non farà che provare di essere mio strumento nel concepire cose maggiormente meravigliose, cose che egli stesso non aveva immaginato>>
    Allora gli Ainur ebbero paura e non compresero ancora le parole che venivano dette loro; e Melkor fu preso completamente dalla vergogna, da cui nacque ira segreta. Ma Iluvatar si levò in splendore e lasciò le belle regioni che aveva creto per gli Ainur; e gli Ainur lo seguirono.
    Ma quando giunsero nel Vuoto, Iluvatar disse loro: <<Guardate la vostra Musica!>>. Ed egli mostrò loro una visione, conferendo agli Ainur vista là dove prima era solo udito; ed essi videro un Mondo nuovo reso visibile davanti a sé, e il Mondo era sferico in mezzo al Vuoto, ed era sospeso in esso, ma non faceva parte di esso. E mentre guardavano e si meravigliavano, questo Mondo incominciò a svolgere la propria storia, e sembrò loro che ess vivesse e che crescesse. E dopo che gli Ainur ebbero contemplato a lungo in silenzio, Iluvatar disse ancora: <<Guardate la vostra Musica! Questo è quanto avete eseguito; e ognuno di voi troverà qui contenute, nel disegno che vi espongo, tutte quelle cose che apparentemente ha concepito o ha aggiunto da sé. E tu, Melkor, scoprirai tutti i pensieri segreti della tua mente, e capirai che essi sono soltanto una parte dell'intero e tributari della sua gloria>>"

    Mi scuso per la lunghezza...ma secondo me è bellissimo cheers


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    Si anche io lo trovo bellissimo.

    Messaggio  scribaClaudio il Mer Feb 01, 2012 5:23 pm

    Anche io lo trovo bellissimo, poichè infondo ci dice che ... "non muove foglia che Dio non voglia" Very Happy ... e poi riflettevo che la scelta del nome Iluvatar, nel racconto è una curiosa mistura del termine Ilu=Dio (in accadico) e vatar=acqua (in nesico, cioè la lingua hittita che è indoeuropea). Alla fine ne risulta "le acque di Dio"... qualcosa che rimanda alla mitologia egizia Elipolitana (Helipolis=Ywunnu, "la città del pilastro"), con le acque primordiali del Nun dalle quali sorge la montagna Benben etc...
    Siamo liberi di esprimerci come vogliamo e di andare dove ci pare, col pensiero e con l'azione, ma se siamo in disarmonia con il tutto, non avremo mai pace nell'animo... questo è il segno che siamo in armonia.
    Un abbraccio a tutti Voi, Claudio.


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    Re: Ainulindale - La musica degli Ainur

    Messaggio  la_Lilla il Ven Feb 03, 2012 12:48 am

    scribaClaudio ha scritto:Anche io lo trovo bellissimo, poichè infondo ci dice che ... "non muove foglia che Dio non voglia" Very Happy ... e poi riflettevo che la scelta del nome Iluvatar, nel racconto è una curiosa mistura del termine Ilu=Dio (in accadico) e vatar=acqua (in nesico, cioè la lingua hittita che è indoeuropea). Alla fine ne risulta "le acque di Dio"... qualcosa che rimanda alla mitologia egizia Elipolitana (Helipolis=Ywunnu, "la città del pilastro"), con le acque primordiali del Nun dalle quali sorge la montagna Benben etc...
    Siamo liberi di esprimerci come vogliamo e di andare dove ci pare, col pensiero e con l'azione, ma se siamo in disarmonia con il tutto, non avremo mai pace nell'animo... questo è il segno che siamo in armonia.
    Un abbraccio a tutti Voi, Claudio.

    Caro Claudio, grazie innanzitutto per le preziose informazioni sulla scelta del nome, so che Tolkien per "inventare" le lingue di Elfi ed Uomini si era ispirato alle lingue nordiche tipo l'islandese, ma non pensavo che avesse scomodato anche gli Accadi e gli Ittiti Laughing

    Secondariamente, per me la bellezza di questo testo è soprattutto nel messaggio che ci invita a riconsiderare ciò che noi riteniamo sia "male", poiché anch'esso fa parte del disegno Divino e ne esalta la gloria. La disarmonia esiste perché noi ne traiamo nuova armonia senza adagiarci su vecchi e precari equilibri ed imparando dalle difficoltà che ci vengono poste davanti, e questo ciclo dovrà sempre ricominciare affinché noi possiamo crescere I love you


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    Re: Ainulindale - La musica degli Ainur

    Messaggio  scribaClaudio il Ven Feb 03, 2012 10:29 am

    la_Lilla ha scritto:

    Caro Claudio, grazie innanzitutto per le preziose informazioni sulla scelta del nome, so che Tolkien per "inventare" le lingue di Elfi ed Uomini si era ispirato alle lingue nordiche tipo l'islandese, ma non pensavo che avesse scomodato anche gli Accadi e gli Ittiti Laughing

    Secondariamente, per me la bellezza di questo testo è soprattutto nel messaggio che ci invita a riconsiderare ciò che noi riteniamo sia "male", poiché anch'esso fa parte del disegno Divino e ne esalta la gloria. La disarmonia esiste perché noi ne traiamo nuova armonia senza adagiarci su vecchi e precari equilibri ed imparando dalle difficoltà che ci vengono poste davanti, e questo ciclo dovrà sempre ricominciare affinché noi possiamo crescere I love you


    Cara Ana Lia, si certamente il messaggio del "male" visto come disarmonia e "caos" è una visione spirituale che condivido, poichè svincola dalla paura del male inteso come maligno tipica del cattolicesimo e fondata su presunto peccato originale e sensi di colpa. Inoltre ancora una volta mi rimanda ai pensieri che meglio conosco, dove Seth=caos e non demonio nel senso corrente del termine. Seth opposto a Maat=verità... caos opposto a ordine, disarmonia ad armonia. L'unico precetto che Gesù lascia ai suoi è "non imponete regole e non mentite". «L’errore non esiste. Perché siete voi soltanto che lo fate esistere. Lo fate ogni volta che vi piegate ai riflessi della vostra realtà costruita ed adultera. Ecco come l’errore prende forma. Ecco anche perché il Bene vi ha fatto visita. Il Bene ha partecipato agli elementi delle vostre realtà per sposarle di nuovo alla Radice-Madre»...che aggiungere?... Infondo l'abisso oscuro serve a spingerci verso la luce ed ha quindi una funzione nell'universo. Ho già citato altrove il mito che si trova ben descritto a bassorilievo sulle pareti di Angkor Wat in cambogia, che ritrae il "tiro alla fune" fra dei e demoni che frullano l'oceano di latte (via lattea) usando il monte Mandara/Meru come zangola. Anche lì è ben descritta l'eterna lotta fra luce e tenebra, che regge l'universo intero e dove, tra l'altro dei e demoni sottostanno a regole ferree che sanno bene di non poter infrangere. Sul fatto che Tolkien abbia preso ispirazione dal islandese e dalle lingue nordiche è più che probabile, anzi logico, ma quelle lingue affondano le radici nella prima lingua indoeuropea che si è affacciata al mediterraneo, quella Hittita. Wadar/vatar/water etc... le lingue nordiche sono in gran parte indoeuropee. Inquanto alla lingua accadica, molti suoi termini sono filtrati nell'uso corrente di molte lingue mediterranee antiche e anche fino a noi, poichè l'accadico, durante l'età del bronzo era la "lingua diplomatica" dell'epoca, come l'inglese oggi. Ad esempio non deve stupire che qualcuno abbia proposto di tradurre l'antico nome della Sardegna, ichnussa con "colei che stà nel blù". Infatti il nome Sardegna derivato da Sherden/Shardana è riferibile ad un periodo che va dal bronzo finale alla prima età del ferro. I greci arrivano in sardegna al più presto nel settimo secolo A.C.! In piena età del bronzo, in un periodo più antico è verosimile che il termine accadico ichnu=blù abbia determinato l'appellativo dell'isola spersa nel blù del mare. (per inciso ichnu= blù ma anche era il nome che indicava il lapislazzuli=(il blù)). Fra l'altro la frequentazione di genti accadiche in sardegna è testimoniata dai resti della zigurat di monte d'Accoddi! che del resto nel toponimo stesso conserva memoria di ciò. Nei tempi antichi le genti si spostavano più e più lontano di quanto immaginiamo e portavano con se merci e termini linguistici. Pensa che termini inaspettati come "anse" che in dialetto ligure indica l'asino, lo troviamo pari pari in lingua sumera e con l'identico significato! Anse=asino, Anse Kurra=asino di montagna! Very Happy Del resto se dei mercanti giunti da lontano approdano sulle tue terre e portano con se un animale nuovo e strano che chiamano anse, perchè mai dovresti scervellarti a cercargli un nome diverso? Very Happy oppure pensa alle parole vino e carro, pari pari dall'hittita, Winu=vino Car=carro! (che poi passa ad indicare l'auto in inglese). i termini italiani/inglesi missione, deserto, derivano dall'egizio: miscià=missione e descir-ta=rossa-terra! e che dire del termine egizio che indica l'arco, "phadjit" e del termine latino sagitta=freccia?... ora non divago più, un abbraccio a Te e a tutti, Claudio.


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    bene bene...

    Messaggio  Wallace il Sab Feb 04, 2012 7:30 pm

    Bravi i miei "pargoli", la vostra interazione é molto interessante e... state crescendo...
    un abbraccio ad entrambi

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    Re: Ainulindale - La musica degli Ainur

    Messaggio  scribaClaudio il Sab Feb 04, 2012 8:05 pm

    Wallace ha scritto:Bravi i miei "pargoli", la vostra interazione é molto interessante e... state crescendo...
    un abbraccio ad entrambi

    Wallace


    Anche noi Ti vogliamo profondamente bene Patrizia, io personalmente ti ringrazio di tutte le indicazioni utili che mi hai dato e mi stai dando per guardare meglio in ogni recondito angolo di me stesso. E siccome in questi giorni, fa particolarmente freddo, ti abbraccio con particolare... calore! ;-)
    Claudio.


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    Re: Ainulindale - La musica degli Ainur

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